domenica 25 novembre 2018

Il Mistero di Maria Maddalena. Dai Vangeli Gnostici ai Rex Deus. Andrea Di Lenardo dialoga con Massimo Agostini

Il Mistero di Maria Maddalena. Dai Vangeli Gnostici ai Rex Deus.
Andrea Di Lenardo dialoga con Massimo Agostini

Partendo da alcuni affreschi ritrovati in una chiesa del XIII secolo , appartenuta ai Domenicani, l'autore di questo libro affronta, attraverso un'accurata analisi dei testi sacri: dall'Antico al Nuovo Testamento, non tralasciando i Vangeli Gnostici, il percorso e l'essenza spirituale ed iniziatica delle prime sette cristiane. Il mistero della Grande Madre, L'Iside Svelata dell'Antico Egitto...

QUINOTAURO e SANG REAL MEROVINGIO


QUINOTAURO e SANG REAL MEROVINGIO
di Agostino Agostini
Il Quinotauro è una creatura mitologica leggendaria che si era accoppiata con la moglie di Clodione, padre di Meroveo (oppure aveva cercato di accoppiarsi con lei già incinta). Fatto sta che i Merovingi, il cui sangue scorre nelle vene di un grande numero di famiglie nobili europee, vantavano questo sangue (sang real) mitologico. Chiunque faceva parte di famiglie di ascendenza Obertingia, oppure aveva una antenata femmina di tale discendenza, poteva sostenere di essere discendente del Quinotauro.
Il nome, che significa "toro con cinque corna", sembra unire a livello simbolico il tridente del dio del mare Nettuno e il viaggio in mare di Giove tramutato in toro durante il ratto di Europa oppure il mito di Teseo e Arianna nel Minotauro.
Felice Vinci sostiene, nel suo Omero nel Baltico, che il mito di Teseo e Arianna sia originario non della Creta egea, ma della sua corrispondente terra baltica, identificata con la Pomerania.
Elvers, Karl-Ludwig (Università di Bochum) sostiene che la gens pisana Venuleia derivi il suo nome da "Venilii" ["Venuleius." Brill’s New Pauly. Antiquity volumes edited by: Hubert Cancik and Helmuth Schneider, 2014].
I Venilii (o gens Venilia) sono noti per la ninfa Venilia, antichissima divinità latina connessa coi mari e coi venti, ritenuta sposa di Nettuno, legato alle leggende dei Pelasgi Alfei e di cui era conservata una statua all'ingresso della colonia Alfea (Pisa), cives romana.
La ninfa o dea Venilia (rappresentata come sirena bicaudata) significa "essenza, discendenza da una natura divina". Secondo l'Enciclopedia Italiana significa in senso più ampio "(..) essere divino, dio, con riferimento alle figure delle mitologie antiche e delle religioni politeiste. (...) nel sincretismo cristiano è riconosciuta alle persone della Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo".
Et in Arcadia Ego ... Massimo Agostini

sabato 3 novembre 2018

La Calabria e la scoperta dell'America. Il ruolo di San Francesco da Paola
















La Sacerdotessa della Dea Hator

La Sacerdotessa della Dea Hator che
“da qualsiasi angolazione la guardi, vedi un paio di occhi divini che ti guardano”
È stata confermata l'identità della mummia egizia coperta di tatuaggi singolari: era una Sacerdotessa vissuta fra il 1300 e il 1070 avanti Cristo e morta quando aveva fra 25 e 34 anni.
Decorata con circa 30 tatuaggi, la mummia, scoperta nel sito di Deir El-Madina, senza mani, gambe, testa e bacino. 
I disegni su spalle, collo, schiena e braccia che raffigurano fiori di loto e babbuini seduti, simboli magici di guarigione e protezione contro le malattia, e la moltitudine di occhi di Horus, simboli di protezione contro il male, avevano fatto ipotizzare ai ricercatori che fosse il corpo di una sacerdotessa nel culto di Hathor.
I tatuaggi avrebbero una valenza religiosa legata alla sfera della sessualità.
Gli stessi ricercatori hanno calcolato anche l'età della donna al momento della morte in base alla crescita e alla densità ossea.

sabato 27 ottobre 2018

Halloween - Antica festa della Sardegna.

di Masssimo Agostini
In Sardegna, vi sono tradizioni, feste popolari, che traggono origine da antichi rituali pagani, celebrando gli spiriti divini della natura, nel magico susseguirsi delle stagioni.
maschere sarde
La cosiddetta festa chiamata “Il bene delle anime” ossia “is animeddas”, tipica del sud della Sardegna, conosciuta nel Nuorese come “su mortu mortu”, richiama infatti anichi riti della pioggia, affinchè l'acqua giunga a vivificare il seme sepolto nella "Madre Terra".
Quel seme, che deve morire per rinascere a nuova vita, nel mito egizio è simbolicamente rappresentato dal dio Osiride, che muore per mano del fratello Seth, dio del deserto, delle tempeste, della siccità (...), per risorge grazie alla sua amata sposa Iside, dea della fertilità, che presiede alle piene del Nilo.
"Salute a voi, Acque che Shu ha portato
e bagnerà le membra di Geb (la terra).
Adesso i cuori possono perdere la paura e i petti il terrore.."

Così recita un'antica preghiera egizia.
Seth
dio egizio della morte
Occorre uccidere Seth (deserto-siccità) afinché Osiride (forza di riproduzione della Natura) possa risorgere, e Seth verrà ucciso da Horus, frutto del sacro accoppiamento tra Iside e Osirde, che sancisce il risorgere di Osiride dal Regno dei Morti.
"Osiride appare ovunque
ci sia un traboccare di acque."

Nella tradizione esoterica, in questo periodo astrologico, il velo che divide il modo dei vivi da quello dei morti si assottiglia, consentendo alle anime dell’aldilà di entrare in contatto con la manifestazione terrena.

Nei rituali sardi assistiamo a sfilate di maschere tipiche che richiamano antichi spiriti della natura (le maschere di Seui, “S’Urtzu e sa Mamulad“, ma anche le maschere ospiti dei “Cambas de’ Linna” di Guspini e “Donna Zenobia” di Macomer).


Queste maschere e i riti astrologici sardi, sembrano trovare la loro origine proprio nelle antiche tradizioni pagane, come quelle egizia della morte e rinascita di Osiride.
Nei rituali sardi forte è anche il richiamo al mito del dio Pan, divinità mezzo uomo e mezzo caprone, figlio di Hermes (l’equivalente greco del dio egizio Thot), venerato come dio pastore, protettore delle selve e dei pascoli, o quello del culto dell’eroe solare vedico Pushan, il cui nome in sanscrito significherebbe: “colui che fa prosperare”, simile al dio Phanes, il portatore di Luce (come tale, immagine del biblico Ba’al o Lucifero).
Tutte divinità dalle forti connotazioni sessuali per celebrare la sacra congiunzione ierogamica con la Madre Terra. 

dio Pan


Quindi non è un caso che in Sardegna, fin dalla notte dei tempi esista il culto del dio Maimone, (il dio pagano della natura e della pioggia, di origine protosarda), anche lui rappresentato come un demone che presiede al passaggio dalla vita alla morte e viceversa.
E' dal culto del dio Maimone che nasce l’antico rito, praticato sia in Sardegna che in Corsica, di prendere i crani dal cimitero per far piovere, il cranio in seguito venne sostituito da una zucca che ne richiama le fattezze.

Da qui anche l'antica usanza sarda dei bambini che girano per il paese bussando alle porte chiedendo “is animasa” con un sacco o una federa per raccogliere i doni da consegnare a nutrimento dei morti. Per l’occasione le famiglie preparano dolci tipici di saba (Pabassinas) o pane nero, come lo chiamano alcuni tra i mannos, per offrirli ai bambini “.
A proposito delle possibili origini delle tradizioni culturali della Sardegna si rimanda ai libri:

mercoledì 4 luglio 2018

Ipotesi su Ugo de Pagani primo Maestro dei Templari


Ipotesi su Ugo de Pagani primo Maestro dei Templari, le tracce genealogiche della sua stirpe ebraica sembrano condurre a Pisa, l’antica Repubblica Marinara che diede un importante contributo alla riconquista della terra santa.
L’argomento, sapientemente affrontato da Massimo Agostini nel suo ultimo libro: “Et in Arcadia Ego. I miti dei Popoli del Mare” Tipheret editore, dove si fa riferimento ad indichi documenti tratti dall’archivio segreto di una nobile famiglia pisana,sembra trovare continue conferme come in questa link tratto da Pisa Hebrews che riporta la genealogia di Ugo de Pagani Eb(u)riaci pisano.


Tra coloro che riuscirono a fuggire al massacro di Granada anche Yosef ben Shlomo ibn 'Awkal di Fustat (Cairo, Egitto) e Roma, rifugiatosi a Pisa nel quartiere di Chizkiya.
Era figlio dell'esilarca Chizkiya IV della dinastia sacerdotale dei Mi Beth El, residente a Granada nel 1040, un sultanato indipendente in Spagna, e protetto di Yosef Ha-Naggid fino alla sua morte nel massacro del 1066.
Yosef fu il nonno di Ugo I di Pagano, detti Eburiaci da Vecchiano, armatore e ammiraglio della flotta pisano-genovese alla crociata delle Baleari, secondo alcune genealogie web:
http://mauriceboddy.org.uk/Pisa.htm

mercoledì 23 maggio 2018

Eterne Verita Channel: osptite Massimo Agostini autore di "ET IN ARCADIA EGO I MITI DEI POPOLI DEL MARE"



Massimo Agostini vi racconta alcuni "misteri" del suo "Et in Arcadia Ego" nella trasmissione radiofonica "Oltre la Bibbia".
Saliamo con lui sulle navi dei popoli del mare, degli "sfuggenti" Shardana, in un viaggio sorprendente dall'Egitto, alla Terra Santa, alla Pisa delle Crociate fino alla fascinosa Scozia, guidati dalle tracce lasciate dalla stirpe di una delle figure più controverse della storia: il fondatore dei Cavalieri Templari.
Agostini ricostruisce con una imponente ricerca documentale ed una minuziosa bibliografia una trama che era sepolta da secoli sotto la storia ufficiale. Il saggio è pieno di coincidenze e colpi di scena che si intersecano dalla profondità dei secoli con la vita nel presente dell'autore, in un susseguirsi di scoperte, intuizioni ed illuminazioni capaci di sedurre il lettore pagina dopo pagina.
Volete scoprire quale linea rossa lega la Terra dei Faraoni, gli antichi Popoli del Mare, la Tribù di Dan, i misteri del Tempio di Salomone, la fascinosa e sapiente Maddalena, la Regina dei Mari Pisa alla Scozia? E chi è il Ugo da Pagano, il fondatore dei Templari?
Vi lascio alla trasmissione del bravo Andrea Di Lenardo e alle suggestioni di "Et in Arcadia Ego".
Buon ascolto e buone riflessioni!



Disponibile sul canale Eterne Verita Channel la rubrica radiofonica curata dal saggista Andrea Di Lenardo con osptite l'autore di "ET IN ARCADIA EGO" Massimo Agostini