sabato 21 dicembre 2019

SOL INVICTUS


 

SOL INVICTUS 
Lumi di cera,
nel buio della notte
splendono rose.

Nell’oscura materia,
l’animo vive
di morte iniziatica.

Eterna è la gioia
nel Cuore Aurato

M. A. 🌜🌞

lunedì 25 novembre 2019

LA STORIA DI MERIT PTAH , LA PRIMA DONNA MEDICO NELL’ ANTICO EGITTO

di Nadia Misci
C’è stato un tempo – molto antico, in verità – in cui le donne potevano godere di pieni diritti, raggiungendo importanti posizioni sociali e ruoli di primo piano. Esse potevano addirittura aspirare alla carica politica più alta in assoluto: quella di faraone.
Stiamo parlando dell’Antico Egitto, ovviamente, e dell’importanza che avevano le donne all’interno di questa società. Più che di pari opportunità potremmo parlare di riconoscimento del ruolo della donna, come complementare e non subordinato a quello dell’uomo.
 Le donne potevano infatti studiare come gli uomini, cimentandosi in qualsiasi campo, diventare scribi o medici (sono oltre un centinaio le donne medico egizie di cui si ha notizia, fra le quali molte ostetriche), aprire attività commerciali e imprenditoriali, possedere terreni, stipulare contratti di lavoro, denunciare uomini in tribunale, spesso vincendo le cause. E, ovviamente, le donne potevano darsi alla politica.

Antico Egitto
Statuetta di donna
Merneith, che visse intorno al 2970 a.C., fu la prima sovrana donna dello stato africano, nonché la prima regina regnante in tutta la storia, prima consorte e poi reggente di un impero allora ai vertici dell’economia e del potere mondiale.
Pare che tutte le donne nobili sapessero scrivere, ma è molto probabile che anche donne di altre classi sociali meno elevate fossero alfabetizzate: molto spesso erano proprio loro a lavorare come scribi all’interno del complesso sistema burocratico. Il mondo del lavoro era infatti aperto alle donne, a tutte – e per tutte intendiamo anche le donne con figli - probabilmente con meno difficoltà rispetto a oggi.

Tra le varie discipline, la medicina in Egitto era molto praticata ed era sicuramente più avanzata rispetto alle società a loro contemporanee; la divinità di riferimento era non a caso Sekhmet, una donna.
 Insomma, la medicina era in tutto e per tutto una disciplina “femminile”: le donne non ricoprivano solo il ruolo di ostetriche, ma furono sicuramente anche medici ed eseguivano interventi chirurgici. Non è affatto un caso che proprio in questo clima di parità e di emancipazione sia nata la prima donna conosciuta in campo scientifico: Merit Ptah.
La “prima scienziata” visse in Egitto durante l’Età del Bronzo – siamo nel 2.700 a.C. circa -, dedicandosi principalmente alla fisica, ma sappiamo che fu anche ostetrica e medico. Nel suo nome c’è già il suo destino: Merit Ptah significa infatti amata da Ptah, cioè dal dio creatore della città di Menphi (la capitale dell'Antico Regno), divinità del sapere e della conoscenza.

Merit Ptah

martedì 19 novembre 2019

Alla ricerca dei misteri di Parigi L'Arcadia e Il segreto di Saint Sulpice


San Sulpicio nacque a Vatan, nel Berry, da una famiglia gallo-romana. Si formò alla corte Merovingia di Gotrano, nipote di Clodoveo. Vescovo di Bourges, fondò il primo Ospedale della città.


Il fatto che questo misterioso tempio di Parigi sia stato dedicato ad un santo devoto servitore dei re merovingi, porterebbe a confermare le tante ipotesi che legano Saint Sulpice alla "Linea della Rosa", al Priorato di Sion e all'ARCADIA
La chiesa di Saint Sulpice sorge nell'antico  borgo di Saint Germain, che prese origine da un'importante abbazia, costruita sulle rive della Senna su una fondazione del 542 voluta dal re Childeberto, figlio di Clodoveo.
Forse è proprio per questo legame con la stirpe dei re taumaturgi (Rex Deus) che a Saint Sulpice, al pari di altri templi legati al mito del Graal, sia dominante l'immagine del femminino sacro.


Entrando  nel tempio, ci si trova immediatamente attratti dalla splendida statua  della Madonna con bambino che, posta nell'abside, al centro del tabernacolo, sembra esprimere la Shekhinah, la manifestazione del divino, concessa solo ai Sommi Sacerdoti del Tempio di Salomone.
Per i cultori del Graal, e di una spiritualità che trae origine dal culto di Iside e Osiride, appare inevitabile associare quell'immagine al mistero di Maria Maddalena e di Cristo.
Un mistero indicato anche come "linea della rosa" Rose-line ( non è forse un caso che anche a Rosslyn Chapel domini la stessa immagine).


Forse è proprio per questo che Saint Sulpice sembra essere legata anche alla linea dell’antico meridiano di Parigi, che parte dalla città di Dunkerque, raggiungendo Parigi, dietro la chiesa di San Sulpice, poi nei pressi della piramide di vetro del Louvre, e quindi sotto l’Osservatorio di Parigi, per proseguire il suo itinerario verso il meridione della Francia, correndo a pochi chilometri di distanza dalla città di Bourges e poi terminare nei Pirenei, nella località di Les Pontils, a circa 300 metri dal sarcofago d’Arcadia, quello dipinto dal pittore Nicolas Poussin, nel quale si legge la famosa frase latina “Et in Arcadia ego”.
Chi possedeva la Linea Rosa, era il figlio degli Dei, colui che ha superato il ciclo perpetuo di morte e rinascita, il neheh degli antichi Egizi.
Non a caso la linea meridiana di Francia passava nei pressi della tomba d’Arcadia, una località situata vicino a un’antica commenda dell’Ordine del Tempio.
Non è neanche un caso che all'interno di Saint Sulpice sia presente uno gnomone che permette di stabilire con precisione il tempo dell'equinozio di primavera, un tempo fondamentale per tanti riti iniziatici.
Massimo Agostini




lunedì 11 novembre 2019

simbolo di un’opera


Guardarsi dentro
Nell’uno vive il due.
Amor unisce.

Ierogamia 
M. A. 

Le Valchirie erano Guerriere Vichinghe?

Le Valchirie erano Guerriere Vichinghe?

I risultati del Dna sui resti di una tomba del X secolo a Birka, in Svezia, ci raccontano infatti che il "guerriero Bj 581" da sempre creduto un uomo era in realtà una donna.
Sembrerebbe quindi riaffiorare il mito norvegese delle Valchirie, le femmine combattenti. 
SEPOLTE dai pregiudizi e riesumate dalla scienza. 
Le donne potrebbero avere un nuovo ruolo nella storia dei vichinghi: non più da interpretare come coloro che stavano a casa fra fardelli e bambini, ma vere e proprie condottiere, guerriere o strateghe.
A far credere che si trattasse di un "capo" anche i ritrovamenti, accanto alle ossa, di alcune pedine e una tavola usata per pianificare tattiche e strategie. 





domenica 27 ottobre 2019

Et in Arcadia Ego. Intervista a Massimo Agostini



Massimo Agostini, medico e saggista racconta alcuni aspetti della sua ultima ricerca che ha condotto alla pubblicazione del libro "Et in Arcadia Ego. I miti dei Popoli del Mare" (Tipheret editore) Il saggio di Massimo Agostini, è anche il racconto di un viaggio condotto dall’autore per esplorare i luoghi del mito dell’Arcadia, alla ricerca di documenti e prove sulle tante ipotesi sull'origine dei Templari e del suo primo Gran Maestro. Una ricerca nata da misteriosi documenti ritrovati nell'archivio di una importante famiglia toscana che ha condotto l'autore a svelare suggestive ipotesi sull'origine italiana dei Templari. Il legame di Agostini con il Clan Sinclair, i suoi viaggi in Scozia e nelle isole Orcadi, donano alla ricerca il senso di una conoscenza iniziatica, appartenuta ad antiche nobili famiglie, per essere trasmessa di generazione in generazione. Il libro è rivolto agli uomini del dubbio, non ha nessuna pretesa di verità rivelata, ma semplicemente quella di donare libere intuizioni a chi possiede gli strumenti per progredire nella ricerca.


Raab: la Prostituta Sacra di Gerico

dal Libro: "Et in Arcadia Ego. I miti dei Popoli dei Mari" Tipheret Editore.

Come narra la Bibbia, l’unica superstite alla terribile strage perpetrata dagli Ebrei su quel popolo ormai vinto fu Raab, una prostituta che ebbe il merito della grazia per aver aiutato gli Israeliti, ospitando le spie inviate da Giosuè all’interno della città nemica (Gs. 2, 14-21).

Raab e gli emissari di Giosuè, dipinto anonimo del XVII sec.

La città di Gerico, come l’intera terra di Canaan, viveva nei fasti di una cultura antica carica di conoscenza e i suoi abitanti, abili nella lavorazione del ferro e del vetro, avevano nell’anima la memoria dei sapienti padri dell’antica terra di Sumer.
La classe dominante era rappresentata da una nobiltà militare e mercantile e dai grandi proprietari terrieri, mentre ai margini della città, viveva la popolazione contadina dei villaggi e nuclei di nomadi bellicosi, fra i quali gli Ebrei.
Fino alla scoperta dei testi di Ugarit, la religione di Canaan era conosciuta attraverso i racconti lasciati nella Bibbia dai vincitori di quel popolo, e per questo sicuramente non oggettivi.
Dai testi di Ugarit sono emerse conoscenze un po’ più approfondite sulla religione dei Cananei.

Come abbiamo visto nei capitoli precedenti, la divinità suprema dei Cananei era El, seguita dal Dio Ba’al, personificazione del principio maschile, e dalla sua sposa Astarte, forza vitale femminile e “Regina del Cielo”, e il loro sessuale amplesso era ritenuto il fondamento del ciclico rinnovarsi della natura cosmica.
Baal, XIV-XII secolo a.C. Ugarit
Musée du Louvre .
Figurina di Astarte
 
Museo del Louvre

Ba’al era venerato anche in Egitto nel culto di Menphis con il nome Ba’al Tsefon (Ba’al Zəbûl).
Nei santuari più importanti dedicati alla Dea Astarte si celebravano i riti sessuali volti all’armonia degli opposti, attraverso la mediazione sacerdotale delle sacre prostitute della Dea.
L’apice cerimoniale del culto della Dea Astarte era costituito dalla sacra unione sessuale tra il re e la sacerdotessa del tempio discendente da una nobile stirpe che, immedesimati nel corrispettivi divini, donavano nuova armonia alle forze della natura.
Raab, la donna di Gerico, graziata da Giosuè, più che la meretrice di una città depravata e corrotta, come descritta dalla Bibbia, poteva quindi essere una principessa e sacerdotessa addetta al culto della Dea e, come tale, iniziata ai più alti misteri per la celebrazione del sacro rito della ierogamia.
Fu probabilmente per quella principesca sacralità sacerdotale, dalla quale peraltro scaturì la stirpe davidica, ma forse anche per il luminoso fascino donato dai suoi fluenti capelli biondo-rame, tipico degli eletti del Signore, a far riconoscere in Raab il marchio di un destino scritto nelle “Tavole Celesti” e che la Bibbia non ha voluto svelare.
Dopo la caduta di Gerico, Raab venne accolta dal popolo ebraico come figlia di Israele, divenendo la sacra sposa di Salomon col quale concepì il figlio Boaz che sposò poi Rut; da questomatrimonio nacque Obdet che generò il padre di Davide, dando origine alla stirpe di Gesù (Mt. 1).
La sacerdotessa di Gerico si colloca quindi sulla linea diretta della discendenza di Gesù, il Messia atteso dal popolo d’Israele: un evento sicuramente singolare e degno di riflessione.
La nobiltà di sangue era infatti requisito essenziale per essere iniziati ai misteri del tempio, condizione ancor più valida per Raab essendo destinata a essere la “Grande Madre” di una sacra e nobile dinastia quale quella di Davide.
Non avrebbe avuto altro senso rimarcare nella Bibbia l’episodio di una prostituta come unica superstite dell’eccidio di Gerico, se non quello appunto di indicare Raab come la “Sacra Donna, eletta del Signore” che, alla stregua di tante Dee, consentì alla stirpe divina di mantenere il suo spirito sulla Terra.