lunedì 19 gennaio 2026

il Cristo deriso

 


Questo quadro mi ha incuriosito profondamente. È il Cristo deriso del Beato Angelico, frate domenicano, e colpisce subito per un aspetto quasi sorprendentemente moderno, per certi versi persino surrealistico. Accanto a una realtà figurata, stabile e centrata nella figura di Cristo, compare una realtà altra, immaginata, disarticolata: quelle mani e quei volti senza corpo che schiaffeggiano, deridono, colpiscono. Un’immagine che può rimandare al Vangelo di Luca, quando Cristo viene bendato e schernito – «Indovina chi ti ha colpito» – ma che va oltre la semplice illustrazione del testo evangelico. È proprio questa frattura visiva a generare la domanda: che cosa sta realmente mostrando Angelico? L’interpretazione classica legge nella figura femminile la Vergine Maria e in quella maschile San Domenico, in una scena pensata per la meditazione sulla Passione. Eppure, osservando con attenzione, quella donna appare sorprendentemente giovane, raccolta, più iniziata che madre. Da qui nasce il desiderio di spingere lo sguardo oltre: e se, simbolicamente, fosse Maria Maddalena? Non come forzatura, ma come possibilità interna alla cultura domenicana stessa, che nella Legenda Aurea riconosce in Maddalena l’apostola degli Apostoli, la prima depositaria dell’annuncio. A me piace pensare a questa seconda lettura, perché trasforma l’immagine in una struttura sapienziale: Cristo al centro, Logos silente e velato; ai piedi, il cuore che ha visto e custodisce, e l’intelletto che medita e trasmette. Non solo Passione, ma passaggio della conoscenza; non solo dolore, ma memoria viva del Mistero.


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