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lunedì 27 febbraio 2012

Massimo Agostini: Il Corvo

Un Corvo è entrato nella stanza
dell'Essere che decide della vita,
Nel buio gli occhi vagano
alla disperata ricerca di un conforto.

Senzazione di solitaria ricerca,
per Lui che volge lo sguardo in se stesso.
Di conforto le speculari immagini fraterne
che tracciano minuti sentieri.

Poi, improvvisa la percezione di un raggio di luce.
In quella stanza un corpo compiuto,
la luce sanificatrice dissolve il lezzo della nigriedo,
meandri ancora oscuri
forse impediscono l'atteso rinnovo.

Sentirsi rinato e guardare ancora smarrito
la parte che ormai non è più:
rinnovato, vaga chiededosi chi è.

L'angoscia di non riconoscersi più in quelli che
prima erano e che ora non sono più.

Triste, improvvisamente sorride della miseria profana e
oppresso dai pesi del quotidiano, vola leggero.

Solo, sta compiendo un viaggio non ripetibile,
il doloroso travaglio che Lo fa sentire un altro e
già diverso osserva sconvolto le sue ceneri.

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